Torniamo ad amare la vita, ad avere visioni di futuro da costruire a partire da oggi, troniamo a frequentare il sogno e il desiderio anzichè solo il lavoro o il denaro.
Ritorniamo a praticare i dialogo, a stare nel dubbio, a tollerare la complessità e l’attesa.
Diamoci direzioni di senso e visioni ampie, mostriamoci fragili se serve e mostriamo ai ragazzi che la fragilità è umana e si affronta insieme.
I ragazzi stanno male e soffrono la situazione attuale: tacendo e ritirandosi, mostrando disturbi alimentari o del sonno, mostrando esplosioni di rabbia o autolesionismo, o “semplicemente” mostrandosi apatici, tristi, stanchi.
Gli adulti intorno a loro che adulti sono?
Dal mio osservatorio vedo adulti affaticati nel gestire le loro stesse ansie e rabbie, adulti disillusi e vittime di informazioni e politiche barbare.
Che adulti vogliamo essere per i nostri bambini e ragazzi? che mondo vogliamo fargli abitare e desiderare?
Non sono domande assurde che non riguardano la vita di ogni giorno. La riguardano eccome perchè loro ci guardano vivere, ci studiano… Che progetti educativi e sociali abbiamo per loro? qual’è il ruolo della scuola e dei genitori?
Ripartiamo da qui, ma ciascuno prima di tutto riparta da sè: dalla possibilità e dalla ritrovata capacità di stare coi ragazzi, ascoltarli davvero, contenere le loro emozioni anzichè cercare solo di controllarle o evitarle.
Gli adulti, ora, siamo noi e se non ci sentiamo tali cerchiamo di diventarlo.
Non possiamo solo sperare che i ragazzi “naturalemnte” siano vitali e speranzosi: spesso lo sono, se noi non gettiamo loro addosso ansie da prestazioni e visioni del futuro ristrette e soffocanti, dove devono compiacerci o riparare le nostre speranze deluse.
Ce la possiamo fare? credo di sì! soprattutto cela dobbiamo fare, ne vale la pena. Per loro e per noi e per il futuro che vogliamo

di queste cose e altre correlate ho parlato parlato ieri sera in una conferenza per

la Cicala libreria specializzata per ragazzi e insegnanti

insieme al prof. Raffaele Mantegazza e Massimo diana (insegnante e analista Abof)

Grazie a chi ha partecipato ed è intervenuto
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