Cos’è un traghettatore? Che ruolo può avere nella nostra vita? Me lo chiedo mentre ascolto Annalisa Menin Real (autrice per Giunti Editore del bellissimo libro il Traghettatore) . E lo domando a Laura Campanello, filosofa, life coach e autrice del saggio Ricominciare (Mondadori), per farmi aiutare a interpretare le sue emozioni. «Un traghettatore è colui che ti accompagna in un’esperienza che ti fa approdare a un io diverso da quello che eri prima di partire per questo viaggio, reale o simbolico che sia. Può essere l’amica, il confidente, l’analista. È una figura che ti aiuta a mollare gli ormeggi quando hai paura di lasciare ciò che hai perché, per quanto il noto sia terribile e doloroso, a volte l’ignoto fa molta più paura».

E’ un po’ come la zattera di Platone, precaria ma necessaria per attraversare il mare che la vita in quel momento ci propone. O è qualcuno che ci aiuti a fare i primi passi, quelli che fanno più paura o più male, per ributtarci nel mare della vita, con fiducia. E’ un mezzo di fortuna, a volte ben costruito e più solido, a volte meno, che ci trae in salvo. Poi si vedrà. Ma quel pezzo abbiamo bisogno di farlo con qualcuno.

Leggete l articolo di Isabella Fava (che ringrazio perché non è stata “solo” un’intervista ma una bella e viva chiacchierata) per Donna Moderna Faremo presto una chiacchierata in merito, Annalisa ed io, per la 27esimaora. Stay tuned!