Un po’ viaggiatrici, un po’ imperatrici

E’ una serata d’autunno.
Ci ritroviamo dopo l’estate. Racconti di vacanze, di mare, di paesi mai visti.
Mondi esterni mai esplorati, o già noti e rivisitati. Siamo tutte viaggiatrici, anche dei nostri mondi interiori.
L’Imperatrice degli Arcani Maggiori questa sera sembra volersi fare largo tra le carte dei tarocchi e accompagnarci in questa esplorazione di luoghi intimi.

Dove ci condurrà? Quali interrogativi avrà da porci?
Cosa ogni singola donna ritrova in questo archetipo che richiama il principio femminile?

Ne siamo tutte incuriosite tanto che propongo una piccola meditazione su questo Arcano.
Ne ho scelti diversi che la rappresentano, tratti da mazzi diversi di tarocchi di cui nel tempo ne sto facendo una piccola collezione.
Figure che ritraggono l’Imperatrice in varie forme che arrivano da mondi forse anche molto lontani nel tempo e che spaziano dalla riproduzione dei tarocchi del mazzo dei Visconti- e  arrivano a quelli di Niki de Saint Phalle, attraversando tarocchi esoterici come quelli di Wirth e le immagini tratte dai dipinti di Bosh.
L’Imperatrice assume forme, colorazioni, sguardi e posture diverse. L’Arcano che richiama al principio femminile in modi del tutto particolari, pur mantenendo vivo il suo portato simbolico.
Ognuna sceglie l’immagine che sente maggiormente risuonare con la propria identità di donna, magari per un piccolo particolare, un colore, una postura.
E inizia un dialogo interiore con questo Arcano.
C’è chi sente l’Imperatrice famigliare e vicina, una presenza nascosta e continuativa, una figura terrena e spirituale insieme, portatrice di una saggezza che dev’essere costruita nel tempo.
Chi ne percepisce il potere, un potere che non necessita per la sua manifestazione, di contrasti forti.
Chi inizia un dialogo-lotta con questa figura è sente la necessità di lasciare andare una postura divenuta scomoda nel corso del tempo, percependo questo piccolo grande viaggio come liberatorio e vitale.
Dialoghiamo con  l’Imperatrice che diviene una ri-flessione, lasciamo che ci interroghi a attraverso i nostri sguardi, le nostre esperienze di vita, ma anche attraverso le nostre parti d’ombra, quelle più inconsapevoli e nascoste.

Di che tipo di saggezza le donne sono portatrici? Quali forme di potere esercitiamo attraverso la nostra femminilità? Quali conquiste, quali rinunce nel divenire le donne che siamo? Forse ci aggrappiamo a persone, luoghi, stili di vita che non ci appartengono più?  E se lasciare andare spesso è difficile, forse perchè ciò che è noto è ciò che rassicura, farne l’esperienza non può forse aprirci verso orizzonti generativi e vitali? Non è forse questa una tra le essenze del femminile?
La generatività e la trasformazione?

Come scriveva Lao-Tse ” Il Due produce il Tre e il Tre produce i diecimila esseri”.

C.