Formiamo una catena di parole

Il club delle lettere segrete
di Angeles Donate, Feltrinelli, 2015

“…scrivi una lettera. Non importa se lunga o corta, che sia scritta bene o male. Mandala a un’altra donna in paese. Anche se non la conosci, condividi con lei pochi minuti della tua vita.
Formiamo una catena di parole talmente lunga da arrivare fino in città e talmente forte che nessuno la potrà spezzare.”

Lo spunto del romanzo è che per mancanza di lettere, l’ufficio postale di Porvenir, un paesino arroccato tra le montagne, dovrà essere chiuso e l’unica postina della zona verrà trasferita.
Sara, questo il suo nome, è nata e cresciuta in paese e passa molto tempo con Rosa, un’arzilla ottantenne che farebbe qualsiasi cosa per  non separarsi da lei e risparmiarle il dispiacere del trasferimento. Ma cosa può inventarsi Rosa? Forse potrebbe scrivere una lettera che rimanda da ben sessant’anni e invitare la persona che la riceverà a scrivere a sua volta a qualcuno.
Questo piccolo gesto innescherà una catena epistolare, che farà riaffiorare vecchi segreti e darà il via ad inaspettate nuove amicizie.
Le lettere non chiedono risposta, ma chiedono che si scriva, che si condivida un piccolo pezzo di sé con un’altra persona. Chiedono solo di essere scritte, per il gusto e il piacere di farlo.

E’ un libro piacevole, leggero e positivo, che intreccia storie di giovani, di anziani, di amori e di amicizie, che promuove l’idea che ci possa essere una narrazione di cose quotidiane, del passato o del presente, che raccontate a qualcun altro riprendono vita, e sciolgono il dramma che a volte portano con sé, diventando una rivelazione di pensieri, di anime attraverso la scrittura.
Scrivere significa raccontare, prima di tutto a se stesse, qualcosa di sé che sulla pagina si chiarisce e si disvela per assumere una prospettiva più ampia, più lontana e quindi, forse, più facile da comprendere. Condividere qualcosa del proprio mondo interiore significa fidarsi, pensare che i nostri pensieri possano essere capiti, o almeno non giudicati: significa avviare un movimento di confronto, che chiede ad altri di mettersi in gioco e di aprirsi a loro volta.

Il messaggio del libro è perfetto per il nostro blog neonato: raccontare pensieri, stati d’animo, piccole fotografie del nostro vivere quotidiano, a volte così difficile e noioso, altre volte improvvisamente luminoso e colorato. Regalarsi una pausa per fissare sulla pagina un istante, un progetto, un modo di vedere le cose, aiuta ad essere più consapevoli, ad essere presenti a quello che viviamo. Il gusto di scrivere e di condividere con altre persone alcuni momenti della nostra quotidianità porta con sé anche l’augurio e la possibilità che chi legge si senta a sua volta invogliato a fare la stessa cosa: una catena, un sasso buttato nello stagno, qualcosa che si forma e si propaga intorno a noi, per assumere percorsi non previsti e non prevedibili.

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