Consulente Pedagogica

Consulente Pedagogica

Fare i genitori è bellissimo ma a volte è proprio faticoso! La nascita di un figlio cambia gli equilibri della coppia, porta alla luce ansie prima inesistenti e mette molti dubbi su come affrontare pianti e capricci, su come gestire i nonni o scegliere l’asilo o affrontare la scuola, su quali regole dare e come farle rispettare…

“Quando i genitori, le mamme in particolare, iniziano a cambiare un comportamento controproducente per loro e per i figli, è come se si attuasse un’alchimia benefica: anche i figli prima o poi iniziano a cambiare un comportamento controproducente per loro e per i loro genitori”.  Alba Marcoli

Quando si hanno dei figli ci si trova a crescere con loro, ad affrontare passaggi di vita, a ristrutturare la propria esistenza, i propri ritmi, a reinventare la vita di coppia. A volte si cade nello sconforto: sembra di non essere capaci a fare la mamma o il papà, pare che i figli degli altri siano bravissimi e gli altri genitori sembrano contenti e sereni, mentre noi siamo esausti e facciamo fatica a gestirli, anche solo per un pranzo con gli amici.

Viene lo sconforto, la rabbia, ci si sente impotenti, a volte soli, non capiti dagli altri e magari anche in colpa perché ci pare di sbagliare molte cose. Tutti ci dicono cosa è giusto fare, compresi i manuali per genitori perfetti, ma a noi non convincono o non ci riusciamo.
Volevamo tanto questi figli e ora, a volte, rimpiangiamo la vita di prima in cui tutto sembrava più semplice e vorremmo almeno saper gestire la rabbia che sentiamo.
Oppure abbiamo figli di cui gli insegnanti dicono che si comportano male a scuola, non riusciamo a gestire i compiti o le regole, c’è la gelosia verso la sorellina o il fratellino. E poi c’è l’adolescenza, le liti, la contrattazione continua sull’uso dei videogiochi, del telefono, sulle uscite serale e l’orario di rientro.
E se ci si separa? Come dirlo ai figli? Come gestire la vita da separati senza che ne soffrano troppo?
E poi ci si trova anche a veder tornare nella memoria episodi che sembravano dimenticati in cui eravamo noi i figli e avevamo giurato di essere diversi dai nostri genitori.

Insomma: fare i genitori non è sempre semplice. Bisogna tenere salda la bussola educativa che è fatta di comunicazione e relazione, affetto e conflitti. Spesso serve guardarla da fuori, con qualcuno che ci aiuti a vederla, per orientarla al meglio, per star bene tutti e fare meno fatica. Perché se c’è tensione anche i figli – che sembrano la causa di tutto – fanno fatica.

La Consulenza pedagogica rientra nell’area della promozione alla salute, della prevenzione del disagio, e si occupa della gestione delle emozioni che normalmente si presentano nella giornata di una famiglia, delle fragilità che tutti – genitori e figli – hanno normalmente e con cui bisogna imparare a fare i conti.
Pertanto in rete con pediatri, psicologi, danza movimento terapeuti, neuropsichiatri infantili e insegnanti di vario ordine e grado svolgo colloqui con adulti, da soli o in coppia e, quando utile (per età o per situazione) con i bambini/ragazzi al fine di comprendere le crisi educative, le relazioni difficili del momento, le situazioni che risultano faticose, per cercare insieme di creare un contesto di comunicazione educativa e delle modalità di relazione che facilitino l’opera e la vita di tutti.

A volte in questi contesti sono coinvolte anche le insegnanti e le loro Istituzioni, dall’Asilo Nido alle Scuole Superori. Ove necessario e possibile verranno incontrati e ascoltati anche loro per poter meglio integrare e comprendere gli sguardi e le soluzioni possibili legate alla situazione problematica.
È un servizio rivolto a genitori, famiglie e insegnanti.

Faccio la Consulente Pedagogica perché ho lavorato anni in un asilo nido come educatrice, poi ne sono diventata la coordinatrice e successivamente ho coordinato altri servizi educativi facendo anche supervisione al gruppo di educatori e insegnanti, in collaborazioni con docenti della Università Bicocca, cooperative sociali e servizi territoriali. E lo faccio perché ho una laurea Magistrale in Consulenza Pedagogica e Ricerca educativa.