5 passi per rinascere

Siamo sempre obbligati, dalla realtà e dal destino, a rinascere, a rimetterci al mondo, cambiando noi stessi e qualcosa intorno a noi: abitudini, relazioni, lavori.

1) Abbi il coraggio di rischiare

In questo articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 7 dicembre 2018 racconto come questa tensione a rinascere e alla trasformazione sia una delle cose più preziose dell’esistenza. “L’essere umano è chiamato a ricominciare più e più volte nella vita, a causa di un dolore o per via del desiderio che si fa tensione verso altro e verso l’oltre: in una danza sempre in atto tra nascita, morte e rinascita l’uomo cade e si rialza, magari inizialmente stanco o deluso, ma non privo della possibilità e della voglia di ritrovare la gioia di vivere. E lì, di nuovo, di ricominciare, come la Fenice che risorge dalle ceneri, perché ne vale la pena, sempre. Certo bisogna imparare a tollerare rabbia, dolore, sconforto senza però fermarsi lì, ma praticando l’arte della rinascita, cha ha a che fare con la possibilità di rimaneggiare ogni volta la materia che abbiamo tra le mani, che in questo caso è l’esistenza intera.”

2) Esercita lo sguardo dall’altro

“Per farlo è necessario guardarci da un punto di vista diverso dal solito, ascoltarci, praticare e accettare il silenzio e la sosta perché la virtù del cominciamento è frutto di quella potenza e di quella passione che viene dal difficile ascolto di sé e del mondo, è frutto di pazienza, di valutazioni ponderate che aiutino a distinguere ciò che possiamo cambiare da ciò che non possiamo modificare e quindi possiamo solo accettare.

3) Impara a cogliere al volo il tempo “giusto”

Nonostante la predisposizione umana alla trasformazione, «passare sopra la propria vita senza addentrarvisi può accadere con molta facilità», scrive Maria Zambrano, una delle voci più significative della filosofia contemporanea. Rischiamo, infatti, di vivere un’esistenza che sfugge velocemente non vissuta appieno, perché restiamo sempre vittime del Krònos che divora i suoi figli anziché vivere nel Kairòs, il tempo opportuno, il tempo presente da acciuffare al volo accorgendosi del suo arrivo prima che scompaia. Esso va agguantato, come la felicità: bisogna pertanto essere svegli e consapevoli per poter vivere l’occasione del tempo che ci è dato, che non è necessariamente e sempre un tempo straordinario, in cui accade qualcosa di così sorprendente che stravolge la nostra vita, ma è un tempo in cui conta la nostra capacità di vedere lo straordinario ovunque, perché nulla della nostra vita è banale.

Continua a leggere l’articolo sul Corriere della Sera

12 dicembre 2018|Arte di Vivere|